Ci sono di continuo dibattiti riguardanti le opportunità lavorative e le facoltà che permettono di averne di più. Nelle classifiche consultabili anche sul web, noterete come tra le più citate compaiono quasi sempre le facoltà di ingegneria, che sia ingegneria civile, informatica, meccanica, edile o gestionale. 

Oggi più che stabilire una nuova classifica per gli sbocchi lavorativi che le diverse facoltà offrono, ci concentreremo su due professioni: l’ingegneria civile e l’ingegneria edile, settori che generano tante richieste, ma che vengono confusi di continuo uno con l’altro.

Partiamo subito!

L’ingegneria civile

L’ingegneria civile è la disciplina che si occupa della creazione, della progettazione e della manutenzione di un’opera civile. 

Per cui un ingegnere civile entra a far parte di ogni ambito per la costruzione di un edificio o opere pubbliche.

L’ingegneria edile

L’ingegneria edile è quella specifica disciplina riguardante l’applicazione di tecniche scientifiche avanzate ed innovative per la costruzione di edifici e infrastrutture.

Da questo potrete capire come, in realtà, l’ingegneria edile sia un ramo dell’ingegneria civile.

Infatti, un ingegnere civile che si specializza nelle costruzioni può essere definito un ingegnere edile.

Si interessano solo della fase di creazione materiale del progetto occupandosi però, dell’ispezione dell’edificio, di eventuali installazioni al suo interno e di redigere rapporti riguardanti la sostenibilità del progetto.

Differenze e similitudini delle due professioni

Iniziamo dalle similitudini in quanto ne è soltanto una e riguarda l’obbligo di formazione continua. Entrambi gli ingegneri per continuare a svolgere la loro professione dovranno partecipare a corsi per crediti formativi ingegneri dove i crediti formativi costituiscono un metro di giudizio sulla formazione svolta dal professionista. 

E se anche l’impegno profuso durante i corsi di studio è simile, l’occupazione, così come le mansioni svolte, sono completamente diverse. 

Eccoci, infatti, arrivati alla più grande differenza dei due percorsi, il lavoro. 

Se l’ingegnere civile gestisce l’intera fase di progettazione di un edificio, il suo collega ingegnere edile, si occuperà della realizzazione del progetto creato dall’ingegnere civile.

Come diventare un ingegnere civile

Il percorso per diventare un ingegnere civile parte solitamente con un interesse verso le materie scientifiche alle superiori.

Materie come matematica, fisica, statistica e chimica, costituiscono un’ottima base per chi vuole lavorare da ingegnere civile.

Naturalmente un percorso per diventare ingegneri obbligherà la persona ad iscriversi all’università e frequentare il corso di laurea in ingegneria civile.

Il percorso ha una durata di tre anni con due di specializzazione (non obbligatoria, lo diventa se ci si vuole occupare della progettazione strutturale di un edificio), durante questi anni lo studente approfondirà le precedenti materie e in più avrà modo di mettere in pratica le competenze legate al proprio ambito di specializzazione (in questo caso civile).

Come diventare un ingegnere edile

Essendo una “specializzazione” dell’ingegneria civile, l’interesse per le materie scientifiche resta fondamentale. In questo caso, però, è il percorso di laurea a cambiare che non sarà più ingegneria civile, ma ingegneria delle costruzioni, ampliando le competenze di progettazione edilizia. 

Se l’interesse sarà quello di specializzarsi in un determinato ramo della progettazione edile, sarà necessario integrare ai tre anni di laurea breve, il conseguimento della laurea magistrale.

Lo stipendio medio dei due ingegneri

Gli stipendi sono simili, ma secondo uno degli ultimi studi condotti dall’agenzia governativa americana Bureau of Labor Statistics, il guadagno annuo percepito dall’ingegnere edile è dell’8,61% più alto del suo collega ingegnere civile.

In termini numerici si parla di uno stipendio di circa 74 mila euro annui per l’ingegnere civile e di quasi 81 mila euro per l’ingegnere edile.

Passiamo adesso all’ultimo paragrafo che farà comprendere anche il perché di stipendi così alti: le richieste lavorative.

Il futuro dell’ingegneria 

Con il passare del tempo aumentano sempre più le tecniche utilizzate per la progettazione di opere civili e, così facendo, si prevede una crescita del 6% delle già alte richieste che ci sono in Italia per gli ingegneri civili. 

E, essendo una branca dell’ingegneria civile, anche l’edile crescerà proporzionalmente. 

Conclusioni

Tirando un po’ le somme di questo articolo, sono entrambi dei percorsi validi che permettono un inserimento immediato nel mondo del lavoro. Da una valutazione oggettiva, il percorso da ingegnere edile è sì più impegnativo, ma allo stesso tempo più gratificante in termini economici.

Adesso la palla passa a voi, quale percorso sceglierete?

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