Ti ricordi quando potevi invidiare questa opportunità solo nei film americani? Da almeno qualche decennio le lavanderie self-service sono una realtà anche nel nostro paese.

Utenti di tutte le età le usano per comodità e per economizzare.

Infatti, la lavanderia a gettoni consente di lavare la biancheria a prezzi più economici di una qualunque lavanderia a secco.

Inoltre si possono lavare coperte, tende e trapunte che non è possibile lavare in casa, e sono davvero in tanti coloro che la utilizzano in lavaggi per i quali le lavatrici domestiche non sono progettate, in termini di capacità e carichi pesanti.

Le macchine industriali di queste lavanderie riescono a supportare fino a 20 chili di biancheria e, in più, hanno il servizio di asciugatura. 

Facilissime da usare, è molto più pratico e igienico lavarvi biancheria molto sporca come tute da lavoro, divise e camici, ed è possibile fare contemporaneamente più lavaggi, risparmiando tempo. In alcune lavanderie automatiche è presente anche una lavatrice dedicata al lavaggio dei tessili dei nostri amici a 4 zampe.

Da non sottovalutare il servizio di asciugatura, soprattutto in inverno, poiché per chi vive in condominio può essere difficile avere un posto dove mettere ad asciugare il bucato.

Un lavaggio parte da 3 euro e varia a seconda del carico.

 

Dalla parte imprenditoriale

 

Le lavanderie a gettone sono piccole imprese che non hanno bisogno di inventario o magazzino e solo una minoranza impiega dipendenti.

Con un piccolo investimento possono generare un reddito che va dai 24.000 ai 40.000 euro al netto delle spese.

L’entità del guadagno dipende dalla scelta riuscita del bacino di utenza, dal posizionamento adeguato del locale e dalla qualità degli apparecchi utilizzati (importante perché può incidere sulla manutenzione, oltre che sulla soddisfazione del cliente).

I servizi aggiuntivi che la lavanderia offre sono un’altra variabile del ricavo.

Non occorre dimenticare che le operazioni di lavaggio del bucato sono state in passato occasione di aggregazione tramite il lavatoio di quartiere: è abilità dell’imprenditore dare alla sua lavanderia self-service una location accogliente che sia opportunità di svago, incontro e lavoro con disponibilità di musica, wi-fi, distributori automatici, bacheca per gli annunci, pay-tv e quant’altro.

 

Manuale d’istruzione

 

Il settore delle lavanderie automatiche sembra essere piuttosto promettente: piccolo investimento affiancato ad una gestione semplice (spesso non richiede neanche la presenza fisica del proprietario che può effettuare controlli da remoto), alta efficienza, elevata redditività e nessuna preparazione specifica.

Per aprire una lavanderia a gettoni la normativa non richiede alcun requisito particolare ma solo il possesso della partita iva e l’invio della “comunicazione unica di inizio attività” agli uffici comunali di residenza.

Il franchising di questo settore è piuttosto sviluppato e offre il vantaggio di avere in tempi brevi l’attività pronta chiavi in mano.

Molti franchisor assistono l’imprenditore nell’individuazione del locale più adatto, nei pochi lavori necessari prima dell’avvio e nella fase burocratica, compreso l’accesso agli incentivi e ai finanziamenti previsti.

Le Regioni meridionali e le isole mettono a disposizione contributi “a fondo perduto” per il 50% dell’investimento necessario e un tasso agevolato per il restante 50%.

La Sabatini/bis prevede altre forme di agevolazione per i residenti nelle altre Regioni e non è escluso che queste, singolarmente, non abbiano ulteriori incentivi.

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