Esistono persone che sognano un lavoro pubblico e persone che, invece, ambiscono semplicemente ad avviare una propria attività commerciale e quindi a mettersi in proprio. Per quest’ultima scelta, nel corso del tempo, sono stati aperti fondi ed attivate iniziative di vario tipo, soprattutto per l’imprenditoria giovanile. Su internet si possono reperire, a questo proposito, varie notizie utili, clicca qui per avere informazioni su tali iniziative e strumenti normativi disponibili in Italia e nella UE.

In particolare, mettersi in proprio può significare sia avviare una propria attività commerciale attraverso la compravendita di prodotti e sia avviare un negozio di qualsiasi tipologia. In quest’ultimo caso, oltre a dover adempiere ad alcune procedure burocratiche, serve avere anche abbastanza denaro, per far fronte alle spese che, inevitabilmente, vi saranno per approntare l’avvio e la gestione di tale attività. Cerchiamo di capire, tuttavia, quali siano i costi a cui generalmente si va incontro.

Spese per costituire la società ed inerenti l’attività

Innanzitutto, uno dei primi dubbi da sciogliere riguarda la tipologia di impresa da creare. Infatti, al giorno d’oggi ne esistono tante: dall’impresa individuale alla Srl, passando per quelle più complesse quali le società di persone o capitali. Per ciascuna di queste, vi sono spese variabili di costituzione. Si può partire dalle 500 € per le prime fino a superare i 1.000 € per le ultime. Su tali costi incide considerevolmente la parcella del notaio, la cui presenza è fondamentale.

A tali spese poi si devono aggiungere anche quelle, richieste in alcuni casi, relative alla consulenza di un commercialista. Si sommano inoltre ulteriori esborsi relativi all’apertura di una Partita Iva, all’iscrizione alla camera di commercio, per le autorizzazioni delle Asl ed eventuali certificazioni comunali. Costi non altissimi, ma che comunque si sommano a quelli precedenti e che vanno ad incidere su quelli complessivi.

Spese per avviare e gestire la società

Una volta posseduto o individuato il locale, il cui affitto nel caso è un ulteriore costo non indifferente. E su questo possono incidere la posizione in cui sorge, l’ampiezza ed eventuali lavori di ristrutturazione necessari. Le spese possono partire da qualche centinaio d’euro per arrivare anche a diverse migliaia, mensilmente. Ottenuto il locale, i costi ulteriori riguardano l’avvio dell’attività.

Per questo, servono i macchinari necessari (computer, apparecchiature), le merci o i materiali indispensabili, poi l’allacciamento delle varie utenze (telefono, luce, internet). Naturalmente, tali costi sono variabili e dipendono dal tipo di attività che si intende avviare e svolgere. Infatti, una cosa è aprire una boutique di abiti ed un’altra è una gelateria.

Infine, dopo l’avvio, si devono tener presenti i costi di gestione dell’attività. Tra questi rientrano, ad esempio, le varie spese amministrative periodiche (come la tenuta della contabilità) e quelle relative ad eventuali dipendenti o collaboratori di lavoro, che tra stipendi ed oneri previdenziali si aggirano tra i 1.500 ed i 2.000 € mensili per ciascuno. Complessivamente, quindi, i costi per l’avvio di un’attività possono partire, approssimativamente per quelle più piccole, dai 15.000-20.000 €.

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